Il caffè d'orzo fa male? Fegato, pressione, reni e stomaco: cosa dicono le fonti
Il caffè d'orzo fa male al fegato, alla pressione o ai reni? Secondo le fonti che abbiamo letto, no: l'orzo puro non contiene caffeina e Altroconsumo, in un articolo del 17 marzo 2026, risponde a questi timori uno per uno. Il vero limite è il glutine, che lo esclude per chi è celiaco. Poi ci sono l'acrilammide, da conoscere senza allarmismi, e le miscele con caffè, che la caffeina ce l'hanno.
Il caffè d'orzo fa male? La risposta breve
Per un adulto sano il caffè d'orzo non risulta dannoso: l'orzo puro è «naturalmente privo di caffeina», come scrivono le etichette Crastan che abbiamo letto il 1° ottobre 2026, e Altroconsumo spiega che non fa alzare la pressione e che non fa male né ai reni né al fegato, citando le società scientifiche di riferimento.
Le eccezioni sono poche e precise. Chi è celiaco non può berlo, perché l'orzo contiene glutine: l'Associazione Italiana Celiachia lo mette tra gli alimenti vietati, salvo i prodotti con la dicitura «senza glutine». Chi compra una miscela «orzo e caffè» o un caffè al ginseng beve anche caffeina, e allora i discorsi su pressione, sonno e gravidanza cambiano.
Resta l'acrilammide, una sostanza che si forma nella cottura ad alte temperature di molti alimenti, tostatura compresa. L'EFSA la considera «motivo di preoccupazione per la salute pubblica» e un regolamento europeo fissa per i succedanei del caffè dei livelli di riferimento: più avanti trovi i numeri. Su stomaco, intestino e reflusso, invece, le fonti dedicate all'orzo sono scarse. Ti diciamo cosa sappiamo e dove finisce quello che sappiamo.
Non abbiamo fatto test di laboratorio né assaggi: questa pagina mette in fila etichette, testi di legge, pareri delle autorità e articoli datati, con le fonti in fondo.
Fegato: c'è qualche rischio?
«Il caffè d'orzo fa male al fegato?» è la domanda più cercata in Italia su questo tema. La risposta di Altroconsumo, nell'articolo del 17 marzo 2026, è no: l'orzo non compare tra le bevande da limitare nelle indicazioni dell'American College of Gastroenterology e della Società europea di nutrizione clinica e metabolismo (ESPEN), due riferimenti per la gastroenterologia e la nutrizione clinica.
Non abbiamo trovato studi che indichino un danno al fegato legato al caffè d'orzo. Non ne abbiamo trovati nemmeno che ne misurino un effetto positivo: è una bevanda poco studiata. Per questo non scriviamo che «fa bene al fegato» o che «lo protegge», come si legge spesso in rete: sarebbe un'indicazione sulla salute che nessuna autorità ha autorizzato.
Se hai una malattia del fegato, la scelta delle bevande si fa con il medico che ti segue, perché conosce la tua terapia e le tue analisi. Per tutti gli altri l'attenzione pratica riguarda cosa metti nella tazza: zucchero e latte intero aggiungono calorie, le miscele con caffè aggiungono caffeina. Una tazza di orzo solubile puro sciolto in acqua è fatta di orzo e basta: l'etichetta Crastan dell'Orzo Italiano Solubile elenca un solo ingrediente, «orzo».
Pressione: il caffè d'orzo la fa alzare?
No, se è orzo puro. Altroconsumo ricorda che il caffè d'orzo non contiene caffeina e che non figura tra le bevande da limitare in caso di pressione alta, né per la Società Italiana dell'Ipertensione Arteriosa (SIIA) né per l'American Heart Association.
Il discorso cambia con la caffeina. L'Istituto Superiore di Sanità scrive che oltre i 400 mg di caffeina al giorno possono comparire effetti indesiderati, tra cui un aumento temporaneo della pressione, che sono reversibili. Un espresso ne contiene da 60 a 80 mg, una tazzina di moka circa 120 mg: nella guida su quanta caffeina c'è in un caffè trovi i numeri bevanda per bevanda, con le fonti.
Attenzione quindi alle miscele. Crastan dichiara che il suo Orzo e Caffè solubile ha «meno caffeina rispetto ad un normale caffè solubile», ma non scrive quanti milligrammi. Anche il caffè al ginseng contiene caffè: nelle etichette Crastan e Caffè Borbone lette il 1° ottobre 2026 il caffè va dal 14 al 16,5 % della polvere. Se segui una terapia per la pressione, decidi con il medico quanta caffeina concederti.
Da sapere: al bar chiedi se l'orzo che ti servono è puro o miscelato con caffè. Le miscele esistono, si preparano allo stesso modo e contengono caffeina.
Stomaco, reflusso e gastrite
Su stomaco, reflusso e gastrite le fonti dedicate all'orzo sono poche, e non ti diamo certezze che non ci sono. Quello che sappiamo riguarda il caffè: l'ISS scrive che chi soffre di reflusso, ulcera, anemia o osteoporosi dovrebbe evitarlo. L'orzo viene spesso proposto come alternativa, ma non abbiamo trovato studi che dicano se chi ha reflusso o gastrite lo tollera meglio del caffè.
Un indizio viene dal decaffeinato, che toglie quasi tutta la caffeina. Altroconsumo (8 maggio 2024) cita uno studio del 2020 su circa 48 000 donne che associa sia il caffè sia il decaffeinato a più sintomi di reflusso, mentre le linee guida americane del 2022 non trovano prove chiare. Ne parliamo nella pagina sul caffè decaffeinato. Almeno per il decaffeinato, quindi, togliere la caffeina non dà garanzie, e per l'orzo mancano proprio i dati.
Il consiglio prudente è uno solo: se hai reflusso o gastrite, parlane con il medico o con il gastroenterologo e introduci le bevande una alla volta, osservando come stai. Nella tazza conta anche il resto: latte, zucchero e dolci della colazione cambiano il quadro tanto quanto l'orzo. Su questo tema non ti consigliamo nessun prodotto della nostra classifica.
Acrilammide: quanta ce n'è e cosa dice il regolamento UE 2017/2158
Nel 2015 l'EFSA ha definito l'acrilammide negli alimenti «motivo di preoccupazione per la salute pubblica» e ha indicato i principali alimenti che contribuiscono all'esposizione: prodotti fritti a base di patate, caffè, biscotti, cracker, pani croccanti e pane morbido. Secondo la stessa valutazione, i bambini sono il gruppo più esposto in rapporto al peso.
Il regolamento (UE) 2017/2158 fissa dei livelli di riferimento, in microgrammi per chilo di prodotto. Non sono limiti massimi oltre i quali un prodotto è vietato, ma indicatori per verificare se le misure di riduzione funzionano. I produttori di succedanei del caffè fatti per più del 50 % di cereali o di cicoria devono applicare queste misure e rivedere i propri processi quando un livello viene superato.
| Prodotto | Livello di riferimento |
|---|---|
| Caffè tostato | 400 µg/kg |
| Caffè solubile | 850 µg/kg |
| Succedanei del caffè solo da cereali, come l'orzo | 500 µg/kg |
| Succedanei da miscele di cereali e cicoria | livello proporzionale alla composizione |
| Succedanei del caffè solo da cicoria | 4 000 µg/kg |
Indicatori per verificare le misure di attenuazione, non limiti massimi. Testo letto il 1° ottobre 2026 nella versione pubblicata in Gazzetta ufficiale.
Quanta ce n'è davvero nelle polveri in commercio? Uno studio spagnolo del 2024 (Delgado-Andrade e colleghi) ha analizzato caffè solubili e succedanei acquistati in Spagna: la mediana era di 589 µg/kg nei solubili e di 671 µg/kg nei succedanei, con valori più variabili nei succedanei, ma sempre sotto il livello di riferimento europeo della propria categoria. Poiché in Spagna i succedanei si bevono molto meno del caffè solubile, l'esposizione stimata che ne derivava era più bassa. Il limite è evidente: riguarda prodotti spagnoli e non dice nulla dei singoli marchi italiani.
Altroconsumo mette la questione in proporzione: secondo l'articolo del 17 marzo 2026, un adulto dovrebbe bere ogni giorno centinaia di tazze di orzo solubile prima di avvicinarsi a quantità preoccupanti. Variare le bevande resta una buona abitudine, senza allarmismi.
Glutine e celiachia: il vero limite del caffè d'orzo
Questo è l'unico punto su cui le fonti sono nette. L'orzo contiene glutine, come ricorda anche Altroconsumo, e l'Associazione Italiana Celiachia, nella guida «L'ABC della dieta del celiaco», mette tra gli alimenti vietati i surrogati del caffè e le bevande a base di cereali vietati come l'orzo, salvo quelli che riportano la dicitura «senza glutine».
La stessa guida considera a rischio i caffè solubili, le cialde per bevande calde e i caffè al ginseng: si consumano solo se sono nel Prontuario AIC o se riportano «senza glutine». Sono invece permessi caffè e decaffeinato puri, comprese cialde e capsule di solo caffè.
Se sei celiaco, quindi, l'orzo classico va escluso, anche al bar, dove non vedi l'etichetta di quello che ti servono. Le alternative senza glutine esistono: la Cicoria Solubile Crastan, per esempio, riporta «senza glutine» in etichetta. Tra le bevande pronte, la scheda di Brainstoorm di Mush N Go, la numero 1 della nostra classifica, lo dichiara «vegano, senza glutine, senza OGM, senza zuccheri aggiunti». Se invece il glutine per te non è un problema e vuoi scegliere bene il tuo orzo, trovi come leggere l'etichetta nella guida al caffè d'orzo.
Intestino e stitichezza: cosa sappiamo
Poco, e lo diciamo chiaramente. Non abbiamo trovato studi sul caffè d'orzo e la stitichezza, né in un senso né nell'altro. L'unico dato concreto è l'etichetta: l'Orzo Italiano Solubile di Crastan dichiara 12 g di fibre per 100 g di polvere. Per una tazza l'etichetta indica 2 cucchiaini, senza dire quanto pesano, quindi non possiamo calcolare quante fibre bevi davvero.
Esiste un'indicazione sulla salute autorizzata per i beta-glucani dell'orzo, nel regolamento (UE) 432/2012, ma riguarda il colesterolo, non l'intestino, e vale solo per alimenti che ne contengono almeno 1 g per porzione, con l'informazione che l'effetto si ottiene con 3 g al giorno. Nessuna etichetta di orzo che abbiamo letto dichiara i propri beta-glucani: per questo non attribuiamo alla tazza nessun effetto.
Se hai l'intestino sensibile o il colon irritabile, introduci una bevanda alla volta, in quantità moderate, e parlane con il medico se i disturbi durano.
Caffè d'orzo in gravidanza e allattamento
Il caffè d'orzo puro è una delle scelte più semplici in gravidanza, perché non contiene caffeina. Altroconsumo lo considera sicuro e riporta l'indicazione delle società italiane di ginecologia e ostetricia (SIGO, AOGOI e AGUI): non superare i 200 mg di caffeina al giorno. È lo stesso tetto dell'EFSA, che nel parere del 2015 indica 200 mg al giorno da tutte le fonti per chi è in gravidanza o allatta.
Il punto è non sommare caffeina senza accorgersene. Le miscele «orzo e caffè» e il caffè al ginseng ne contengono, anche se le etichette che abbiamo letto non dicono quanta; tè, cioccolato e bibite a base di cola ne aggiungono altra. Una metanalisi di 13 studi prospettici (Chen e colleghi, 2014) ha associato ogni 100 mg di caffeina al giorno in gravidanza a un rischio più alto del 13 % di basso peso alla nascita: è un'associazione osservata, non la prova di una causa, ma aiuta a capire perché le autorità indicano un tetto.
Anche le bevande pronte vanno lette con attenzione: la scheda di Brainstoorm, la numero 1 della nostra classifica, lo sconsiglia in gravidanza e in allattamento. In questi mesi l'orzo puro resta l'opzione più lineare; per ogni dubbio, il riferimento è il ginecologo o l'ostetrica che ti segue.
Controindicazioni in sintesi: chi dovrebbe evitarlo
| Situazione | Cosa fare | Perché | Fonte |
|---|---|---|---|
| Celiachia | Evitarlo, salvo prodotti con «senza glutine» | L'orzo contiene glutine | AIC, Altroconsumo |
| Miscele «orzo e caffè» | Contarle come caffè | Contengono caffeina, mg non dichiarati | Etichetta Crastan |
| Gravidanza e allattamento | Orzo puro sì, attenzione alle miscele | Tetto di 200 mg di caffeina al giorno da tutte le fonti | EFSA 2015, Altroconsumo |
| Pressione alta | L'orzo puro non la fa alzare | Niente caffeina | Altroconsumo (SIIA, American Heart Association) |
| Malattie dei reni | Nessuna esclusione | Non escluso per calcoli né per malattia renale cronica | Altroconsumo (National Kidney Foundation) |
| Reflusso e gastrite | Parlarne con il medico | Mancano dati specifici sull'orzo | ISS (sul caffè) |
| Bambini e ragazzi | Attenzione alle miscele con caffè | Per loro l'EFSA indica al massimo 3 mg di caffeina per kg al giorno | EFSA 2015 |
Sintesi delle fonti lette il 1° ottobre 2026. Non sostituisce il parere del medico.
Il caffè d'orzo puro, insomma, è una bevanda semplice con un solo vero divieto. Se cerchi un'alternativa senza caffeina e senza glutine, guarda il caffè di cicoria: la cicoria pura è naturalmente senza caffeina e l'etichetta Crastan la dichiara senza glutine.
Se invece vuoi una bevanda pronta, nella nostra classifica delle migliori alternative al caffè trovi al primo posto Brainstoorm di Mush N Go, prodotto in Francia: 6 225 mg di attivi dichiarati per tazza, la formula più completa della classifica, base di cacao e niente caffè nella versione Cioccolato. Contiene però 20 mg di caffeina, quindi non sostituisce l'orzo per chi vuole zero caffeina. I link verso i negozi sono link di affiliazione: Mush N Go è partner del sito.
Domande frequenti: il caffè d'orzo fa male?
Quali sono gli effetti negativi del caffè d'orzo?
Per un adulto sano le fonti non ne indicano di rilevanti, se l'orzo è puro. I limiti concreti sono tre: contiene glutine, quindi è vietato a chi è celiaco salvo la dicitura «senza glutine»; le miscele con caffè contengono caffeina; come altri prodotti tostati contiene acrilammide, che il regolamento (UE) 2017/2158 tiene sotto controllo con livelli di riferimento. Per reflusso e gastrite mancano dati specifici: chiedi al medico.
Il caffè d'orzo alza la pressione sanguigna?
No, se è puro. Altroconsumo ricorda che non contiene caffeina e che non figura tra le bevande da limitare secondo la SIIA e l'American Heart Association. Diverso è il caso delle miscele con caffè e del caffè al ginseng, che di caffeina ne contengono: l'ISS segnala che oltre i 400 mg al giorno può comparire un aumento temporaneo della pressione.
Bere orzo la mattina fa bene?
Non possiamo dirti che faccia bene: sarebbe un'indicazione sulla salute, e le etichette di orzo che abbiamo letto non ne riportano nessuna. Possiamo dirti cosa c'è nella tazza: orzo tostato, niente caffeina se è puro, più le calorie del latte e dello zucchero che aggiungi. Al mattino è un'alternativa per chi vuole il rito caldo senza caffeina, se non è celiaco.
Il caffè d'orzo fa male ai reni?
Secondo Altroconsumo no: la National Kidney Foundation americana non lo esclude né per chi soffre di calcoli né per chi ha una malattia renale cronica. Se segui una dieta per i reni, però, il medico o il dietista valutano anche latte, zucchero e porzioni: è con loro che conviene decidere quante tazze bere.
Fonti
- Altroconsumo (2026). Orzo: proprietà, benefici e falsi miti su questo cereale. Altroconsumo, 17 marzo 2026, letto il 1° ottobre 2026. Altroconsumo
- Commissione europea (2017). Regolamento (UE) 2017/2158 della Commissione che istituisce misure di attenuazione e livelli di riferimento per la riduzione della presenza di acrilammide negli alimenti. Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 304 del 21.11.2017. EUR-Lex
- EFSA (2015). L'acrilammide negli alimenti è motivo di preoccupazione per la salute pubblica. Comunicato EFSA del 4 giugno 2015 sul parere scientifico CONTAM (EFSA Journal 2015;13(6):4104), letto il 1° ottobre 2026. EFSA
- Delgado-Andrade C, Morales FJ, Mesías M (2024). Acrylamide and HMF occurrence and bioaccessibility in instant coffee and coffee substitutes. A study on isolated and milk-combined beverages. Food research international (Ottawa, Ont.). PubMed 39232520
- Associazione Italiana Celiachia (2026). L'ABC della dieta del celiaco: alimenti permessi, a rischio e vietati. Associazione Italiana Celiachia, letto il 1° ottobre 2026. AIC
- Istituto Superiore di Sanità (2022). Caffè: composizione, proprietà ed effetti sulla salute. ISSalute, portale dell'Istituto Superiore di Sanità, pubblicato il 30 maggio 2022, letto il 1° ottobre 2026. ISSalute
- EFSA Panel on Dietetic Products, Nutrition and Allergies (NDA) (2015). Scientific Opinion on the safety of caffeine. EFSA Journal. DOI
- Chen LW, Wu Y, Neelakantan N et al. (2014). Maternal caffeine intake during pregnancy is associated with risk of low birth weight: a systematic review and dose-response meta-analysis. BMC medicine. PubMed 25238871
- Altroconsumo (2024). Caffè decaffeinato: proprietà e i rischi per la salute. Altroconsumo, 8 maggio 2024, letto il 1° ottobre 2026. Altroconsumo
- Commissione europea (2012). Regolamento (UE) n. 432/2012 relativo all'elenco di indicazioni sulla salute consentite sui prodotti alimentari. Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 136 del 25.5.2012. EUR-Lex
Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono il parere del medico, del farmacista o di un nutrizionista. Gli studi citati descrivono lo stato della ricerca e non sono indicazioni sulla salute autorizzate per i prodotti.
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